STORIA

L’antico rituale della maza a Lanuvio

Nell’antica città di Lanuvio il Tempio di Giunone Sospita era tra gli edifici esistenti quello in assoluto più importante. Fu meta costante di pellegrinaggio divenendo uno dei templi più conosciuti e visitati in epoca antica. Quando Lanuvio venne conquistata dai romani nel 338 a.C. questi pretesero di partecipare alla distribuzione delle ingenti ricchezze che il tempio era in grado di produrre. Dai reperti archeologici rinvenuti nel corso del tempo nonché da alcune fonti antiche (Properzio ed Eliano) è stato possibile ricostruire quello che avveniva all’interno del santuario. Un antico rito propiziatorio dedicato ad un serpente sacro andò nel corso del tempo a fondersi con il culto della Dea Giunone Sospita. Ogni primavera si svolgeva un rito propiziatorio per i raccolti, un gruppo di fanciulle vergini veniva introdotto all’interno di una grotta che secondo alcuni doveva trovarsi internamente al tempio, oltre il porticato, dove era custodito il serpente sacro alla Dea. Le fanciulle portavano in dono delle focacce di farro; se il seprente gradiva il dono offerto allora i raccolti si prospettavano fruttuosi, nel caso in cui il serpente avesse invece rifiutato l’offerta le fanciulle considerate impure venivano sacrificate per scongiurare l’imminente carestia. Nel 2012 in località Pantanacci a Lanuvio venne scoperta una zona votiva ricchissima di reperti archeologici. Tra questi vennero rinvenuti anche alcuni blocchi di peperino con sopra incise delle squame. Con molta probabilità questi blocchi dovevano appartenere proprio ad una grande statua raffigurante un serpente. Il rito propiziatorio del serpente sacro ha pertanto origini molto antiche e probabilmente solo in un secondo momento storico si fuse con il culto della Dea Giunone Sospita. E’ probabile pertanto che la grotta che custodiva il serpente sacro potesse coincidere con la zona votiva di Pantanacci.

 

La focaccia della Dea

La focaccia che veniva offerta al Serpente era chiamata maza, termine greco utilizzato per descrivere vari tipi di focaccia. La maza doveva essere in antichità un alimento d’accompagno di altro cibo, o anche una focaccia da consumare da sola. Gli ingredienti per l’impasto dovevano essere differenti a seconda dell’occasione di consumo: acqua, olio, miele, latte, farina di farro, orzo, ceci o fave. Lo scorso 5 gennaio 2018 nell’Aula Consiliare del Comune di Lanuvio è stato presentato il progetto relativo al Primo Festival della Maza. Lanuvio ha compreso il valore storico dell’antico rito e vuole riproporlo e recuperarlo attraverso l’organizzazione di una manifestazione proprio dedicata alla focaccia di Giunone Sospita. Per fortuna nel territorio lanuvino non mancheranno le prelibatezze  necessarie ad accompagnare l’antica focaccia!

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

L’antico rituale della maza a Lanuvio ultima modifica: 2018-01-26T17:45:31+00:00 da Andrea Galati

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