STORIA

Lanuvio nell’anno 1675

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Sono passati ben trecentoquarantatre anni dal quel lontano 1675 che ha rappresentato per Lanuvio un passaggio epocale sulla strada del suo rinnovamento. Roma si preparava in quel tempo al quindicesimo Giubileo, percepito all’epoca con un’enfasi che di certo non appartiene ai tempi moderni. Si mise in moto allora un meccanismo di profondo rinnovamento con lo scopo di preparare al meglio la città romana ad un evento tanto importante, sia dal punto di vista religioso che politico. E l’ondata di rinnovamento arrivò anche alle porte di Lanuvio, come del resto in altri comuni limitrofi dei Castelli Romani. In quel periodo storico la cittadina lanuvina apparteneva al Duca Filippo Cesarini che può essere annoverato come l’artefice dell’abbellimento di piazze e strade. Questi chiamò a lavorare gli architetti Carlo Fontana e Tommaso Mattei, i quali avevano acquisito capacità e buon gusto lavorando nei cantieri romani a fianco del Bernini, uno degli artefici del Rinascimento artistico e culturale di Roma.

La Collegiata di Santa Maria Maggiore a Lanuvio

La Collegiata di Santa Maria Maggiore a Lanuvio

Furono pertanto diversi i cantieri che vennero avviati a Lanuvio, non imponenti come quelli della vicina Genzano, dove i Cesarini avevano la villa di famiglia e tutto l’interesse ad affermare il loro potere. Ancora oggi parte delle bellezze lanuvine provengono proprio dai lavori dell’epoca. Venne riattivato l’acquedotto e costruita la meravigliosa Fontana degli Scogli, la Chiesa di Santa Maria Maggiore venne restaurata ed ammodernata, fecero la loro comparsa alcune fontane all’interno del borgo, antichi sarcofagi convertiti a pubblici fontanili. Tutte queste opere andarono ad arricchire il paese, lo resero per l’epoca più moderno e più piacevole, in sintonia con la spinta di rinnovamento che andava affermandosi in tutti gli altri centri dei Castelli Romani.

La Fontana del sarcofago, Lanuvio

Se proviamo a fare quattro passi nel borgo, socchiudendo gli occhi, possiamo immaginare come doveva apparire Lanuvio nel 1675: un cantiere vivo e attivo, in preda ad un fermento di lavoro, con un via vai di operai e progettisti. Potremmo vedere i manovali muoversi sulle impalcature della Chiesa, o gli operai mettere in sicurezza i materiali necessari per la Fontana degli Scogli, o ancora le delicate operazioni di trasporto delle vasche all’interno del borgo. Quando si contribuisce a realizzare qualcosa di duraturo e di importante, si lascia un’impronta destinata a rimanere nel tempo, ad essere tramandata nel corso della storia. E quell’impronta dei lanuvini del 1675 si mostra ancora in tutta la sua bellezza, quando ascoltiamo lo scroscio dell’acqua della Fontana degli Scogli o quando entriamo di domenica nella Chiesa di Santa Maria Maggiore per ascoltare la messa.

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Lanuvio nell’anno 1675 ultima modifica: 2018-04-18T16:40:49+00:00 da Andrea Galati

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