CURIOSITA’

La fontana della curva delle fontanelle

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Spesso nascosta dalla vegetazione e dall’umidità è ancora lì a dispensare acqua. Era stata costruita molti anni fa con questo scopo, e nonostante lo scorrere del tempo, l’urbanizzazione selvaggia, la modernità ad ogni costo, ha preferito piuttosto sparire dietro le foglie, nascondersi nell’oblio dei Civitani, confondersi con le piante e la roccia della parete, ma nonostante tutto ha continuato a fare il lavoro per il quale era stata costruita, portare l’acqua. Quando i nostri avi si sono accorti che da quel versante lanuvino che arriva fino a Genzano, altrimenti conosciuto come il monte delle tre cappelle, sgorgava acqua fresca e pulita, allora pensarono bene di incanalarla e renderla utilizzabile. Un’opera che oggi potrà sembrare banale, ininfluente, una piccola fonte nascosta sulla parete di una curva, all’ingresso del paese, storicamente quella fontana fu tutto tranne che inutile. Generazioni intere vi hanno attinto acqua, Lanuvini e non si sono recati al suo cospetto per riempire una brocca o un contenitore, si sono dissetati e rinfrescati, ringraziando silenziosamente in cuor loro chi decise di costruirla. Contadini o allevatori dei dintorni moltissimi anni fa la utilizzavano probabilmente per i loro orti e per i loro animali. Chissà l’importanza che ebbe durante la guerra, quando militari assetati si rifocillarono con la sua acqua!

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La fontana della curva delle fontanelle

Passando frettolosi da via Gramsci capita sovente di offrirle uno sguardo, quasi per rispetto, quasi per avere conferma che lei esista ancora. I Civitani la chiamano ancora la Fontanella della curva delle fontanelle, probabilmente perché in passato esistevano più punti da cui proveniva l’acqua. E i ricordi di paese sono molti e diversi: qualcuno si ricorda che molti anni fa il vecchio partito comunista italiano organizzava feste in quella zona, altri invece ricordano che quando si passava in inverno con il motorino, quella zona risultava sempre la più fredda del paese. I ragazzi di Lanuvio ci andavano a bere, l’acqua viene ricordata come fresca e buona, alcuni sostengono tuttavia che oggi non sia più potabile a causa degli insediamenti urbani della zona di Montecagnoletto. Ma il via vai di persone che la utilizzavano doveva essere ancora intenso fino agli anni ottanta, quando alcuni Lanuvini ricordano che un compaesano di nome Olrandino decise di mettere un cartello scritto con la vernice rossa che recitava “Acqua non potabile!” Probabilmente era infastidito dalle macchine che parcheggiavano sempre dinnanzi al suo cancello. Altri ricordano di essersi fermati, con il proprio papà, di percepire ancora distintamente la sua purezza e la sua freschezza, chi ricorda di essersi fermato con la propria mamma che era solita riempire una piccola bottiglietta. Probabilmente ogni Civitano ci ha bevuto almeno una volta, tutti hanno un ricordo o una piccola storia da raccontare sulla fontana e sulla sua acqua. Il rammarico più grande è che oggi non sia più potabile, come in molti sostengono, a causa dell’opera dell’uomo. Sarebbe meraviglioso recuperarla e valorizzarla, controllando se la sua acqua sia ancora salubre o meno. L’ identità di Lanuvio si fonda anche su un piccolo simbolo come una vecchia fontana nascosta, perché le sue radici si fondano anche su questo, la storia ed i ricordi sono parte preziosa di un patrimonio inestimabile che non andrebbe mai dimenticato. L’oblio di questi simboli porta all’oblio delle proprie origini, e chi dimentica le proprie origini ed il proprio passato non sa dove sta andando e non ha un futuro. Tutti quei Lanuvini che hanno voluto dare una piccola testimonianza di quello che fu questa fontana, ai quali sono grato per questo, hanno inconsapevolmente contribuito a fissare per sempre un ricordo, a non disperderlo nelle pieghe del tempo, mantenendo ancora in vita la fontana stessa ed il passato di questo meraviglioso paese.

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

La fontana della curva delle fontanelle ultima modifica: 2018-07-31T17:16:25+00:00 da Andrea Galati

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