RICETTE LANUVINE

La pizza di polenta di Lanuvio per il giorno dei morti e ricette antiche

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Antiche ricette di Lanuvio riaffiorano grazie all’amore che i lanuvini alimentano ogni giorno con mille iniziative, per riscoprire e cementare un sentimento che unisce, per rinforzare il loro senso di appartenenza. La storia di una comunità si fa anche a tavola, e in Italia probabilmente si fa soprattutto intorno ad una pietanza fumate. La grandezza di un popolo si vede dal rispetto che ha dei defunti ed è tradizione  lanuvina preparare piatti particolari per il due novembre.

La pizza di polenta

La pizza di polenta, evocata per i morti, ha un’origine relativamente recente, poiché i lanuvini la legano alla seconda guerra mondiale. Il paese purtroppo per via dei bombardamenti fu letteralmente distrutto e la miseria e la carestia che mordevano la popolazione erano davvero difficili da affrontare. La pizza di polenta è un piatto quindi molto povero, ma in quei mesi durissimi aiutò Lanuvio a non soccombere del tutto alla fame. La donna italiana riesce a fare una minestra anche con i sassi e allora, le massaie di Lanuvio non si dettero per vinte.

Questa ricetta è a base di farina di mais che veniva cotta sotto le ceneri, poiché anche la legna scarseggiava e andava centellinata. La pizza di polenta è un prodotto “salato”, tuttavia esiste anche una versione dolce con aggiunta di zucchero, merce rara all’epoca. Oggi questa pizza si cuoce in forno, ma alcune donne la friggono.

Ricetta della pizza di polenta

Per la pizza di polenta occorrono circa trecento grammi di farina di mais, un litro d’acqua e duecentocinquanta  grammi di uvetta. Si aggiunge un po’ di sale quanto basta e circa tre cucchiai di olio extra vergine di oliva. Dopo aver messo sul fuoco una pentola alta piena d’acqua, senza farla bollire, iniziamo a versarvi gradualmente la farina, mescolando adagio per evitare i grumi.

la pizza di polenta

La signora Settimia ci presenta la pizza di polenta

Dopo aver spento il gas, aggiungiamo l’uvetta che in precedenza abbiamo ammorbidito in acqua e strizzato. L’impasto che deve raggiungere una certa omogeneità, potrà poi essere versato in una teglia per la pizza, facendo attenzione a livellare bene il tutto. Dopo aver cosparso con olio extra vergine, meglio se locale, s’inforna la teglia per circa quarantacinque minuti a centottanta gradi. È necessario tenere presente che ogni forno è diverso dall’altro, quindi bisogna controllare la cottura per regolarsi al meglio. Questa pizza di polenta è una tradizione povera, ma molto sentita.

 

Le callalesi

La pizza di polenta non è l’unica tradizione lanuvina, infatti alcune signore ricordano le “callalesi”. Signore come nonna Adalberta, rammentano perfettamente che durante i morti non mancavano mai le “callalesi”. Quel giorno, intriso d’emozioni, malinconia, ma anche di dolci ricordi legati a chi non è tra noi, tutto Lanuvio andava a far visita al cimitero. Dopo la tradizionale visita ai defunti, tutto il paese si ritrovava attorno a dei fusti, in cui venivano messe a lessare le castagne appena raccolte.

la pizza di polenta

La signora Adalberta evoca la tradizione delle castagne per i morti

Questa grande quantità di castagne bolliva tra profumate foglie d’alloro e nel frattempo la gente faceva drappello, raccontandosi aneddoti dei bei tempi andati. Infine, quando le castagne erano pronte, un incaricato le scolava con un grosso mestolo e le distribuiva in tradizionali cartocci.

la pizza di polenta

Quella tradizione era molto aggregante e questi cartocci di castagne erano in realtà “un cibo povero”, il cui ricordo, intriso di malinconia, evoca che si era felici davvero con poco.

Le fave dei morti sono un’altra antichissima tradizione che giunge a noi direttamente dai romani, di cui Lanuvio è parte fondamentale, fiera e antica. Gli antichi credevano che le anime albergassero nei baccelli delle fave. Proprio dai romani abbiamo ereditato il culto dei morti e preparare questi dolcetti semplici, significa commemorali in un modo speciale.

la pizza di polenta

due massaie di Lanuvio intente al focolare

L’ingrediente base sono le mandorle, farina,  zucchero e burro, creando dei dolcetti da infornare. A Lanuvio “le fave dei morti” si accompagnano con dolce vino Chardonnay, ricavato dai vigneti che partendo da Ponte Loreto,  giungono fin giù a Malcavallo.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me, infatti, amo la letteratura, la storia, lo sport, l’arte, ed esplorare i mutamenti del costume. Mi piace andare alle mostre e nei musei, sono curiosa del mondo.

La pizza di polenta di Lanuvio per il giorno dei morti e ricette antiche ultima modifica: 2018-10-30T15:35:40+00:00 da Simona Aiuti

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