ARTE&CULTURA NOI LANUVINI

Civita Folk, l’associazione che riscopre e tramanda l’antica Lanuvio

Civita Folk

Civita Folk è un gruppo, un’associazione, un’allegra compagnia d’innamorati di Lanuvio che un giorno ha deciso di coltivare questo sentimento e di dichiaralo appieno. Civita Folk è partita da una ventina di soci, ma quando le iniziative sono belle, diventano travolgenti: l’associazione conta ad oggi oltre cento figuranti.

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Il gruppo è nato per riscoprire, promuovere e far conoscere alle nuove generazioni, l’antica Lanuvium, e sembra che l’intento stia riscuotendo grande successo. Il direttore artistico del gruppo, Luana Calvano, entusiasta e fautrice di molte iniziative culturali, tira le fila degli eventi e delle rappresentazioni lanuvine.

Tradizioni di Lanuvio

Civita Folk nasce con l’intento di riscoprire Lanuvio, coltivare le tradizioni antiche, insegnarle ai più piccoli nel modo migliore, ovvero coinvolgendoli nel canto e nella recitazione. I soci hanno rispolverato e ricostruito danze folkloristiche dei primi del novecento, riproponendole in costume, in eventi come la pigiatura dell’uva di settembre. I copioni non sono banali, al contrario constano di parti cantate, recitate e danzate, in cui si cimentano appassionati di tutte le età.

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Hanno partecipato alle messe in scena e alle sfilate persone di ottantacinque anni, così come bimbi appena in fasce in braccio alla mamma. Lanuvio è un territorio antichissimo che ha dato i natali a grandi personaggi come Antonio Pio, che i “lanuvini artisti” hanno rievocato in un corteo. Le tradizioni che l’associazione intende celebrare riguardano la vita “dei tempi antichi”, gli usi, i costumi, alcuni prodotti tipici come le fettuccine o le ciambelline al vino, e più in generale i prodotti della terra.

La “maza” di Lanuvio, storia di una focaccia di farro leggendaria

Civita Folk ha ricostruito e rappresentato l’antichissima tradizione lanuvina legata alla maza, la leggendaria focaccia di farro. L’antico rito propiziatorio era rivolto ad un serpente sacro che viveva in una grotta, all’interno del tempio dedicato a Giunone Sospita, questo rito sopravvive e rivive nelle rappresentazioni teatrali. Il mito narra che le fanciulle donavano focacce di farro, ovvero la “maza”. Se il serpente avesse gradito l’offerta, allora ció avrebbe determinato l’auspicio di un raccolto abbondante. Se il serpente invece non avesse apprezzato le focacce, ci sarebbe stato il pericolo di carestia, e le ragazze allora venivano sacrificate.

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Recentemente sono stati rinvenuti resti di marmo scolpiti in squame, che costituivano un grande serpente e il mito ha ripreso pertanto vigore. Questa e altre tradizioni vengono messe in scena dall’associazione che ricrea e cuce i costumi artigianalmente. I costumi sono disegnati, e creati ispirandosi all’antichità; vecchie foto di fine ottocento e primi novecento, senza trascurare tutti gli accessori.

Civita Folk in città per la Befana

Non si trascurano le pettinature, che nell’antichità corrispondevano a un preciso momento storico. Fondamentale per una buona riuscita è la ricerca del trucco, delle stoffe, poiché durante le rappresentazioni delle messe in scena, si fanno diversi cambi d’abito.

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Devono corrispondere i nastri, tamburelli, nacchere, scialli, calzature tradizionali e gioielli e il lavoro fatto da Luana Calvano si è dimostrato pregevole. Il prossimo progetto cui lavora l’intero gruppo di Civita Folk è per il sei gennaio, per la Befana. Il teatro naturale della rappresentazione teatrale sarà la nota “fontana degli scogli”, scolpita dall’ispirazione dell’opera del Bernini di Piazza Navona. Il monumento, ha una grande vasca, più volte usata da Civita Folk. Il bellissimo complesso barocco seicentesco rappresenta una sorta di antro, legato pertanto alla leggenda del serpente nel tempio, e si colloca al centro della piazza come una sorta di palcoscenico naturale.

Gli scogli che sovrastano la vasca sono uno sfondo davvero unico! Sarà rappresentata in questa particolare fontana, la grotta della natività.

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L’associazione culturale intende rappresentare l’arrivo dei re Magi, ponendo l’accento sulla festività della Befana, legandola a tradizioni popolari di un tempo. L’antica Lanuvium dunque rivive attraverso chi la ama, e continua a perpetuarsi nelle giovani generazioni.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me, infatti, amo la letteratura, la storia, lo sport, l’arte, ed esplorare i mutamenti del costume. Mi piace andare alle mostre e nei musei, sono curiosa del mondo.

Civita Folk, l’associazione che riscopre e tramanda l’antica Lanuvio ultima modifica: 2018-10-27T08:29:50+00:00 da Simona Aiuti

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