ARTE&CULTURA Lanuvini nel mondo

Giuseppe Verri, genio immaginifico della scultura contemporanea italiana

Giuseppe Verri

Giuseppe Verri nasce scultore nel senso più autentico del termine, poiché a tre anni giocava plasmando la creta e da allora non si è più fermato.

Giuseppe Verri

La passione muove e anima lo scultore, come un bisogno impellente emerge prorompente, e già a quattordici anni nel Salento in vacanza, il giovane Verri scolpiva! Lì a Torre dell’Orso qualcosa nasceva; qualcosa che ha fatto il giro del mondo attraverso le opere dell’artista, che ha una poetica personalissima, e autentica.

Da Los Angeles a New York, la scultura che viaggia

Di Giuseppe Verri esistono almeno settecento opere in tutto il mondo: Australia, Russia, Patagonia, Messico, Brasile, Guatemala, Los Angeles, New York, Washington, Madrid e ancora. Tra pagine di una personalità ricca, con periodi scritti di pudore degno del genio assoluto, definisce la sua scultura, frutto della follia che ha dentro.

Giuseppe Verri

Generoso nello stile, dopo aver coltivato in parallelo studi d’ingegneria che si sono intrecciati con la materia da plasmare, Verri si dimostra scultore originale. L’autore, dall’intelletto guizzante sulla materia da forgiare, dice di voler suscitare il sorriso nel volto di chi è al cospetto delle sue opere. Toccare punti psicologici nascosti nella gente non è semplice, ed è ciò cui ambisce l’ingegnere che ha la sua dimensione dentro la scultura. Senza alcuna costrizione che pur esiste nel circuito dell’arte internazionale, Verri si definisce assolutamente libero, e in assoluto fa ciò che vuole e che sente.

Giuseppe Verri e il sogno di conquistare la luna

Giuseppe Verri rivendica, dopo un’attività di trentaquattro anni alle spalle, d’avere uno stile tutto suo, che non s’ispira a nessuno, volendo mantenere una “scultura vergine”. Ha realizzato molti sogni Verri, facendo viaggiare nel mondo le sue opere, e perché no, vorrebbe un giorno vederne anche una sulla luna. Sicuramente secondo l’ingegnere di Lanuvio, la scultura è regina di tutte le arti, e riesce a viverla, incastonandola in altre passioni, come la cucina, l’agriturismo e la terra.

giuseppe verri

Egli ama studiare le persone, poiché ogni forma di vita è legata a una storia interiore che si cela, e si svela. Unico è il cavallo a dondolo esposto al Lido di Venezia, vincitore di un premio, che ora è in Via Guido Reni a Roma. Lì dove l’arte moderna è regina, la poetica originale di Verri occupa un posto importante, poiché è frutto di un autore indipendente.

Agriturismo, scultura e arte al servizio della terra

Un progetto in cui Verri crede moltissimo è il Polusca, con mille sculture che viaggiano nel mondo, con l’idea di un’invasione del pianeta, ma pacifica. Nella sua lunga carriera, Verri ha modellato dalla materia sculture dedicate, ma una sola è dedicata a se stesso. Dopo dieci anni d’attesa, il venti di ottobre 2018 sarà svelata; celata a sua volta in un’altra scultura in cui introducendo una mano si potrà toccare. Geniale e accattivante l’idea, forse un po’ enigmatica, ma il talento non ha legacci e vedremo cosa c’è nella “bocca della bugia”.

Giuseppe Verri

Dice di se stesso di essere fondamentalmente un solitario, eppure la voglia d’avere un contatto con la gente, emerge nel suo agriturismo, che adora. L’amore per la terra si riscopre attraverso la coltivazione di grani antichi, la riscoperta dell’antica ricetta della “maza”. Verri parla entusiasta della coltivazione del luppolo a Lanuvio, dove c’è il primo luppoleto biologico d’Italia.

Polusca, guerrieri plasmati e sogni da realizzare

Nell’antica Polusca, il cuore espugnato e conquistatore muta; Verri dall’anima guerriera e braccia contadine forti da scultore, visionario immaginifico, vede guerrieri pacifici assoggettare il mondo. Fantasioso, rivoluzionario sogna e realizza “Il cavallo a dondolo del figlio di Troia”, cinque metri e mezzo di altezza per sei di larghezza. Verri è presente orgogliosamente in Via G. Reni, ex caserma militare, quartiere dove regna assoluto il Maxxi, e il venti ottobre ci sarà il via ufficiale.

Giuseppe Verri

Si apre l’idea di un viaggio nell’immaginario tecnologico e surreale degli artisti di oggi, che s’interrogano sul senso dell’esistenza; non una mostra ma un laboratorio di studio e confronto su temi e questioni legati al nostro rapporto con la tecnologia.

Sono in campo le visioni di artisti internazionali tra un presente e un futuro tecnologico, e di un immaginario dilatato e personale; come lo immagina Giuseppe Verri, in cui si mescolano riferimenti analogici tradizionali e anche la voglia di conservare un’identità autentica.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me, infatti, amo la letteratura, la storia, lo sport, l’arte, ed esplorare i mutamenti del costume. Mi piace andare alle mostre e nei musei, sono curiosa del mondo.

Giuseppe Verri, genio immaginifico della scultura contemporanea italiana ultima modifica: 2018-10-19T13:45:23+00:00 da Simona Aiuti

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