CURIOSITA’

Le porte di Lanuvio

E’ il 6 dicembre, l’aria è fresca e si comincia a respirare l’atmosfera natalizia che lentamente invade le strade e i vicoli. E’ sempre piacevole riuscire a fare una piccola passeggiata all’interno del borgo, ancora più bello in un normale giorno lavorativo. Il paese infatti sembra deserto, il silenzio ricopre ogni angolo e rende tutto ancora più suggestivo. Lanuvio offre questa opportunità che con i tempi di oggi, con le metropoli soffocate dal traffico e dal rumore, rappresenta un valore ed una ricchezza enormi. Il borgo è accogliente, fa sentire il suo caldo abbraccio, mostra limpido come doveva essere la vita un tempo tra le sue stradine in pietra e i vecchi portoni di legno. Mi soffermo proprio ad osservare alcune vecchie porte del paese, le quali, non so perché, ma emanano sempre un fascino particolare, rustico, antico.

Sono appartenute ai lanuvini di un tempo, li hanno osservati entrare ed uscire migliaia di volte, intenti alle numerose attività della vita quotidiana, nella preparazione delle scorte di legna, nella lavorazione del vino, nella produzione del formaggio, nei piccoli lavori artigianali d’un tempo, nella riparazione di oggetti utili nella vita di tutti i giorni. I lanuvini hanno aperto e chiuso quelle porte migliaia di volte, sono passati sotto la loro volta per rientrare a casa stanchi dopo i pesanti lavori di campagna, esausti per il trambusto nella vicina città di Roma che offriva all’epoca diverse opportunità di lavoro, sono rientrati attraverso quelle porte i lanuvini di ritorno dalla guerra, commossi nel risentire ancora una volta l’odore del mosto in fermentazione nelle botti, felici per essere ancora vivi. Attraverso quelle porte quante storie si sono svolte, quanti si sono nascosti all’arrivo dei nemici tedeschi durante la seconda guerra mondiale, quanti amori sono nati, clandestini e non, quanta vita vi è passata attraverso, come un fiume che scorre sotto il ponte. Le vecchie porte di Lanuvio mi invitano a riflettere sul trascorrere del tempo, sul susseguirsi delle generazioni, sulle stagioni della vita. E poterle ancora osservare immobili, chiuse a chiave, imperturbabili, pronte a contrastare ancora l’avanzata degli anni e ed il lento logorio del tempo, infonde una certa serenità. Le vecchie porte di Lanuvio sembrano rappresentare un punto fermo, un elemento di continuità, nella speranza che un giorno, quando gli accessi alle abitazioni ed agli edifici avverrà con sistemi futuristici o fantascientifici, il rumore di una chiave o il cigolio delle cerniere arrugginite possano ancora essere ascoltati tra i vicoli del paese, possano ancora questi suoni accompagnare la vita dei lanuvini e dei turisti in visita, come musica nella città della musica.

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Le porte di Lanuvio ultima modifica: 2017-12-26T19:07:13+00:00 da Andrea Galati

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