Lanuvini illustri

Giacomo Lauri Volpi, il grande tenore italiano nato a Lanuvio

Le origini

Per ritrovare lanuvini illustri non è necessario tornare indietro fino ai tempi dell’Impero Romano, è sufficiente risalire al 1892, anno in cui Giacomo Lauri Volpi nacque a Lanuvio. Nonostante il contesto economico e sociale dei piccoli centri ai primi del novecento fosse più difficoltoso di quello attuale ed il livello di benessere diffuso fosse ben lontano dai livelli attuali, le famiglie erano incredibilmente numerose. Giacomo fu infatti il tredicesimo figlio di un fornaio lanuvino. Purtroppo la sua infanzia fu segnata dalla perdita prematura del padre, rimanendo orfano a soli undici anni. Crescendo seguì gli studi classici nella vicina Albano, per poi andare a studiare Giurisprudenza all’Università di Roma. In Giacomo tuttavia cresceva e si rafforzava sempre di più la passione per la musica e per il canto. Fu così che cominciò anche a seguire alcuni corsi presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Il primo conflitto bellico lo costrinse tuttavia ad interrompere bruscamente gli studi musicali che riprese solo nel 1918.

Giacomo Lauri Volpi

La carriera musicale

Tornato dal fronte Giacomo velocizzò l’avvio della sua splendida carriera artistica e musicale divenendo in poco tempo una figura di spicco e di riferimento nella lirica a livello internazionale. Il suo esordio risale al 1919 a Viterbo quando interpretò con successo I puritani di Vincenzo Bellini. Da quell’anno e per almeno un ventennio si affermò come tenore e divenne molto famoso. Interpretò opere di rilievo: Trovatore, Aida, Rigoletto, Guglielmo Tell, Luisa Miller, Ugonotti, Cavalleria Rusticana, Tosca, Madama Butterfly, la Bohéme, la Traviata e molti altri. La sua voce era dotata di una limpidezza particolare, era capace di adattarsi agevolmente a varie interpretazioni musicali, senza mai perdere di incisività e convinzione. Giacomo divenne celebre per i suoi vocalizzi e la sua capacità di mantenere gli acuti in modo pulito e chiaro. La sua estensione vocale risultava davvero notevole. La sua notorietà fu tale che venne invitato a cantare più volte al Metropolitan di New York. Quella di Giacomo Lauri Volpi fu una figura forte, da quello che emerge rileggendo gli articoli e ricostruendo la sua esperienza professionale ed artistica, Giacomo non aderì al Fascismo di Mussolini ma per questo non fu mai perseguito anzi il Dittatore italiano mostrò sempre un grande rispetto per il tenore. Nella parte finale della sua vita si dedicò ad insegnare canto ed a scrivere libri.

 

Il difficile rapporto con Lanuvio

Giacomo non ebbe mai un buon rapporto purtroppo con Lanuvio ed i Lanuvini. Lamentava spesso l’incapacità dei suoi compaesani di essere intraprendenti nel promuovere il proprio paese e nel valorizzarlo. E tale atteggiamento remissivo probabilmente contribuì a deteriorare i rapporti che il celebre tenore aveva con il proprio paese, dal momento che l’importanza da lui raggiunta nel campo della musica e del canto, sia a livello nazionale che internazionale, non divenne mai oggetto di vanto o promozione, non venne cioè mai sottolineata dai Lanuvini stessi, né da parte dei rappresentanti del Comune e neppure dai paesani stessi. E questo fu davvero un atteggiamento incomprensibile. Poco prima della morte di Giacomo la Rai gli dedicò una trasmissione che ripercorreva tutta la sua carriera. Ovviamente il tenore ricevette innumerevoli dimostrazioni di stima da più parti mentre Lanuvio sembrò quasi volesse dimenticarsi di lui. Ad oggi non si hanno elementi per spiegare il motivo di questa strana frattura, determinatasi probabilmente in un contesto fatto da cattivi rapporti personali che il tenore ebbe con alcuni Lanuvini, basti pensare che egli non aveva buoni rapporti neanche con i propri familiari. Questo probabilmente minò in modo irreversibile l’atteggiamento che il paese ebbe verso di lui. Sembra come se il paese intero si comportasse come un organismo unico, impostato sulla frattura piuttosto che sulla riconciliazione e la promozione di un personaggio di cui invece si doveva pienamente andare fieri.

E nel dedicare queste sparute righe al maestro Giacomo Lauri Volpi, intendiamo, per quanto possibile, risanare parte di quella antica frattura, senza cercare responsabilità o colpe, cercando invece di colmare quel vuoto che ha allontanato la figura del tenore dalla propria terra natia, Lanuvio. E noi, da Lanuvini, vorremmo invece che la sua figura sia riavvicinata prepotentemente al nostro paese, perché Giacomo è nato qui, e noi tutti ne siamo profondamente ed intimamente fieri.

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Giacomo Lauri Volpi, il grande tenore italiano nato a Lanuvio ultima modifica: 2017-10-10T16:44:16+00:00 da Andrea Galati

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