RICETTE LANUVINE

Li Facioli co’ pa’ sotte

La cultura culinaria di Lanuvio

Le radici di un popolo affondano nella propria terra, si nutrono dei colori, degli odori e dei sapori che solo il proprio paese e la propria casa sa offrire.

A Lanuvio intere generazioni sono cresciute inebriandosi dei profumi invitanti provenienti dalle cucine, dove abili mamme, nonne o zie si riunivano per cucinare quello che arrivava dalla campagna e dalla dispensa. Alcuni profumi sono entrati a far parte della vita di tutti i giorni integrandosi nei luoghi, nelle case, nelle strade, nelle piazze e nei vicoli. Chi è nato a Lanuvio e vi è cresciuto non può fare a meno di identificare il proprio paese con quegli odori che provenivano dalla cucina o dalle vecchie osterie, odori che sapevano raccontare molto della preziosa cultura e degli stili di vita dei compaesani. Uno dei profumi che ancora oggi accompagna i Lanuvini in un viaggio a ritroso a riscoprire le proprie origini, nutrendo al contempo un certo senso di appartenenza, è quello di un buon piatto di fagioli con il pane sotto. Questa ricetta ha origini antiche e viene ancora oggi considerata una delle pietanze tipiche del paese.

La ricetta originale

La pietanza originale ha alcuni ingredienti che probabilmente oggi, con lo stile di vita ed il tempo a disposizione, sono un po’ difficoltosi da reperire, anche se possono comunque essere trovati. Un tempo la vita in campagna, a contatto con la terra, offriva l’opportunità ai Lanuvini di raccogliere alcune erbe spontanee. Oltre infatti al cavolo nero dell’orto, oggi ancora reperibile al mercato, venivano raccolte le ramoracce, la crespigna, i fischietti e la finocchiella. Queste verdure sono diffuse nella campagna lanuvina e possono essere oggi ancora facilmente trovate. La preparazione comincia mettendo in ammollo i fagioli borlotti secchi per una notte intera. La mattina successiva i fagioli vanno lessati e viene preparato un soffritto con aglio tagliato fino, cipolla, olio, pomodoro e peperoncino. Insaporito per bene, il soffritto viene aggiunto ai fagioli, insieme alle erbe spontanee. Si procede infine ad una cottura di una trentina di minuti, il tempo necessario per cuocere anche le verdure aggiustando la zuppa di sale. Qualora occorresse si può aggiungere un po’ d’acqua per mantenere la zuppa morbida.

Probabilmente anche la semplicità nella preparazione ha contribuito a rendere questa pietanza diffusa e popolare. Prima di mettere nel piatto questa delizia le cuoche di una volta erano solite adagiare il pane raffermo sul fondo del piatto, per poi versarci sopra la zuppa fumante. Da qui il nome semplice di Facioli co’ pa’ sotte. Questa pietanza sapeva scaldare il cuore, perché la sua preparazione contribuiva lentamente a costruire il calore accogliente di una casa, sapeva riunire le persone attorno ad un tavolo, sapeva nutrire e sfamare in tempi duri.

La pietanza oggi

La ricetta è rimasta immutata nel tempo, difficile da modificare data la sua semplicità, anche se sono in molti i Lanuvini che si dilettano in piacevoli varianti. Trattandosi poi di culinaria, come ogni espressione artistica ognuno offre la propria personalissima interpretazione. Le erbe spontanee vengono oggi sostituite con le verdure disponibili al supermercato, come i broccoli o la bieta. La pietanza rimane buona, ma evidentemente quella di un tempo aveva un sapore ed un profumo più caratteristici. Qualche anno fa in ottobre era stata organizzata a Lanuvio una sagra dedicata a questa pietanza. Un modo intelligente e piacevole per non dimenticare le proprie radici e la propria cultura. Sarebbe certo meraviglioso se in futuro fosse possibile risvegliare questa tradizione e perché no riproporla anche in chiave moderna: sostituendo cioè il pane raffermo, simbolo indiscusso di tempi difficili, con del buon pane casereccio bruschettato, ovviamente cotto a legna in uno degli ottimi forni lanuvini!

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Li Facioli co’ pa’ sotte ultima modifica: 2017-10-31T00:43:59+00:00 da Andrea Galati

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